Lo stile come cifra della libertà intellettuale: il filosofare secondo Cornelio Fabro
Sommario
Cornelio Fabro (1911-1995) è stato un sacerdote cattolico italiano della Congregazione delle Sacre Stimmate (stimmatini) e un filosofo e teologo tomista di scuola. I suoi profondi contributi allo studio della filosofia di san Tommaso d’Aquino vanno considerati i più rilevanti riguardo alla nozione di “partecipazione”, di cui egli dimostrò il carattere fondamentale nell’ontologia e nella metafisica di Tommaso. Tuttavia, l’amplissimo ventaglio delle sue conoscenze filosofiche, scientifiche e culturali andava ben oltre la filosofia scolastica. Era esperto di filosofia moderna e contemporanea (scrisse, ad esempio, una delle più pregevoli e ampie monografie sulle origini e gli sviluppi del pensiero ateo, oltre a essere il traduttore italiano del filosofo danese Kierkegaard: parlava peraltro correntemente inglese, tedesco, francese, spagnolo e danese), ma era anche biologo e raffinato organista. Non sorprende che abbia ricevuto un’impressionante serie di riconoscimenti culturali dal Vaticano e dallo Stato italiano, nonché da altre istituzioni pubbliche e private. Di fronte a un tale gigante della cultura, in questo articolo cerco di indagarne il peculiare metodo e stile filosofico, animati dalla più pura tensione alla scoperta della verità e, di conseguenza, da un’autentica libertà intellettuale.
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